L’INTESTINO in cattive condizioni può scatenare la Cistite

 

È l’equilibrio della sua flora batterica a ripararci dalle infezioni urinarie, come ci spiega l’esperta in Medicina naturale Dr.ssa Daniela Cimpeanu.

 

“Uno dei disturbi più frequenti riguardanti le vie urinarie, soprattutto nella donna, è senz’altro la cistite; essa è un’infiammazione della mucosa vescicale che colpisce oltre il 40% delle donne in età fertile, molto fastidiosa, dolorosa, irritante, talvolta frequente o ciclica”, ci spiega la Dr.ssa Daniela Cimpeanu, Naturopata esperta in benessere e prevenzione dei disturbi gastrointestinali, Doctor of Science in Naturopathy Major Dietology e Nutrizione. Nella nostra società ipercivilizzata, iperigienizzata, attenta a tutto quanto possa nuocere alla salute, sembra impossibile che i disturbi acuti e cronici delle vie urinarie costituiscano ancora una fonte di malessere e di sofferenza per milioni di persone, eppure si tratta di una realtà di assai difficile gestione, poiché è facile che il primo banale episodio di sofferenza urinaria, se mal gestito e trattato, possa cronicizzarsi diventando via via più complicato da affrontare. “Non bisogna ignorare tali disturbi e conviverci, ma rivolgersi al medico specialista di fiducia”, consiglia la nostra esperta.

Con quali disturbi si manifesta la Cistite?

 “Dal punto di vista clinico la cistite presenta i seguenti sintomi: aumento del numero di minzioni durante il giorno (24 ore), accompagnato dalla riduzione della quantità dell’urina per ogni atto di minzione; difficoltà ad urinare (urina che viene eliminata goccia a goccia); dolore o bruciore durante la minzione, a volte accompagnato anche da brividi e freddo; dolore sovra pubico accompagnato dalla sensazione di non aver svuotato del tutto la vescica; fastidiosa sensazione di un bisogno urgente di urinare con urine torbide e a volte maleodoranti”.

L’intestino può essere chiamato in causa? Può essere uno dei fattori scatenanti della cistite?

“L’intestino e la sua motilità svolgono un ruolo fondamentale nella dinamica delle patologie urinarie, in particolare della cistite. Un gran numero di infezioni ricorrenti sono legate all’enorme frequenza di alterazioni della flora batterica intestinale (disbiosi intestinale), e da batteri che popolano il colon, nella maggior parte dei casi si tratta di Escherichia Coli. Le disbiosi intestinali diventano vere e proprie sorgenti autogene di infezioni urinarie, specialmente nella donna per le caratteristiche anatomiche dell’apparato urinario, ma che sono ormai comuni anche nell’uomo a causa dei disturbi prostatici. Anche altri batteri possono incorrere in questo processo, per esempio, lo Stafilococcus Epidermidis (9% dei casi di cistite) e lo Streptococcus Fecalis (3% dei casi di cistite), oppure altri germi aerobi della flora fecale come Proteus, Klebsiella, Serratia, Enterobacter e Pseudomonas. Questi batteri possono raggiungere la vescica dall’esterno passando attraverso l’uretra, o dall’interno per transfert propagandosi dall’intestino agli organi vicini. I fattori che possono predisporre a maggiori proliferazioni di batteri, causando poi la cistite, sono: scarsa igiene intima; rapporti sessuali; utilizzo di assorbenti interni per il ciclo mestruale; utilizzo di detergenti intimi aggressivi o a ph sbagliato; eccessi e abusi alimentari; candida intestinale. Sappiamo che le infezioni delle vie urinarie risentono enormemente delle migrazioni batteriche che dal colon raggiungono la vescica. Infatti se nel colon c’è una presenza importante di batteri patogeni, riusciranno ad infiltrarsi fino a infettare le vie urinarie”.

Esiste una correlazione tra cistite e candida?

“Molte persone soffrono, in modo alternato, di cistite e candida: hanno periodi di infezioni delle vie urinarie, cistite, e periodi di problemi vaginali, candida albicans. Ma la correlazione più probabile tra candida e cistite sta nel fatto che la candida a livello intestinale provoca una costante infiammazione della mucosa ovvero delle pareti dell’intestino. Queste perdono la loro capacità di filtro efficace e fanno passare, di conseguenza, alimenti non digeriti prodotti della putrefazione intestinale e batteri che normalmente vengono trattenuti proprio dall’integrità della membrana all’esterno del nostro corpo. Chi ne soffre lo sa, ogni volta che per curare la cistite batterica fanno ricorso all’uso di antibiotici, subito dopo, ecco comparire la candida albicans. È ovvio, l’antibiotico va preso su consiglio medico specialista ma sappiamo che indebolisce il sistema immunitario e la candida purtroppo in questi casi ne approfitta per avanzare”.

In che modo prossimo intervenire con la medicina naturale?

 “Più volte ho ribadito che la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio medico di fiducia. Nei miei trattamenti naturali coadiuvanti l’azione medica, dopo un primo periodo dedicato alla pulizia intestinale, all’eliminazione della flora batterica disbiotica e al ripristino della regolarità del transito intestinale, dedico molta attenzione a ristabilire la corretta permeabilità della mucosa intestinale, condizione essenziale per raggiungere un benessere che rimanga stabile e duraturo nel tempo. Il ripristino della corretta porosità della mucosa intestinale è uno dei cardini fondamentali del proprio benessere! Un trattamento completo e risolutivo non può tralasciare un aspetto così importante! Il trattamento per queste forme di cistite deve quindi prevedere diversi tipi di intervento. Il presidio fondamentale è lavorare sull’intestino. Molte persone che soffrono di cistiti ricorrenti sanno bene che gli attacchi conseguono a breve tempo da un’alterazione dell’intestino o sotto forma di diarrea o al contrario dopo un periodo di stipsi. L’intestino è quindi il primo obiettivo del trattamento terapeutico delle cistiti ricorrenti. Da un lato faremo un trattamento naturale anticandida specifico, dall’altro utilizzeremo dei disinfettanti dell’intestino generici come i semi di pompelmo o l’olio essenziale di malaleuca. Inoltre è fondamentale riequilibrare la disbiosi con fermenti lattici selezionati per ogni tratto dell’intestino, dieta ricca di fibre, abbondante idratazione, attività motoria quotidiana. In molti casi è indispensabile affiancare al trattamento intestinale la valutazione con i test più opportuni, di eventuali ipersensibilità alimentari e attuare una ponderata e temporanea astinenza dei cibi “incriminati”. Dovranno essere eliminati per un lungo periodo di tempo: lo zucchero, i prodotti con la farina bianca, i lieviti chimici, il latte e i latticini, i prodotti contenenti caffeina, l’alcol e gli alimenti che i test opportuni hanno definito come portatori di allergia per quel dato soggetto”. Prestiamo maggiore attenzione al nostro intestino: la salute parte da qui!